Officina di Storie 2021: LandscapeofLife / Vivere DAL territorio

Il giardino di Rose Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Aprco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Questo roseto, una piccola perla del museo, è un luogo davvero imperdibile. La fioritura, che avviene tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, è il momento migliore per poter godere dei colori e delle fragranze di questo giardino. Se ti trovi al museo in altri periodi dell’anno, trovi alcune rifiorenti e puoi rimanere sorpreso dalla quantità e dalla forma delle spine e dalla bellezza delle bacche. Racchiuse tra le mura del giardino pensile e disseminate in gran parte dei terreni del museo, ci sono oltre 360 piante di rosa, raccolte a partire dal 1997 nel territorio bellunese.
Nato da una proposta di Daniela Perco, il giardino è stato realizzato attraverso un lavoro certosino di riproduzione, per talea o margotta, di varietà di rose antiche presenti nelle case contadine, nelle ville, nelle canoniche, nei cimiteri del territorio. Il pollice verde di Renato Dal Cin e la passione di Alida Dal Farra hanno contribuito a creare un posto unico nel suo genere: nessun rosaio è stata comprato e molte delle loro storie meritano di essere raccontate! Per esempio, la rosa Jacques Cartier è stata recuperata nell'orto di una balia di Porcen, che a sua volta aveva preso delle talee nella villa dei signori di Varese presso cui lavorava. Alcune bellissime rose antiche come la William Richardson provengono da una piccola collezione che il nonno di Alida dal Farra aveva portato da Napoli, dove faceva il giardiniere presso un’importante famiglia aristocratica. Altri rosai, come Bloomfield Abundance, sono il frutto di un incredibile viaggio: ho portato con me in valigia alcune talee raccolte nelle case contadine dei discendenti dei bellunesi e dei veneti emigrati in Brasile alla fine dell’800!
Il giardino, come il museo, rappresenta un bell’esempio di partecipazione della comunità: parecchie rose sono state donate da persone che, dopo aver visto il giardino e constatato la mancanza proprio del vecchio rosaio che avevano in casa, hanno portato una piantina o una talea, come le belle damascene muschiate, color porpora, regalate da una signora di Valle di Cadore o una rosa rifiorente profumata, probabilmente una Portland, donata da una donna, che a sua volta l’aveva ricevuta in dono da una coppia di anziani coniugi, come segno di benvenuto nel paese del marito, a Villa di Sedico.
Dal berceau del giardino puoi godere di uno splendido panorama sulla Val Belluna e sulle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità e osservare il museo da una prospettiva particolare.

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Collezione

Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco delle Dolomiti Bellunesi

Autore

Museo Etnografico Dolomiti

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