Officina di Storie: Beyondthepass / La bottega sulle spalle

Pittori ambulanti della Val di Fassa

Pittori ambulanti della Val di Fassa
All’inizio del XIX secolo le condizioni di vita degli abitanti della Val di Fassa peggiorano per via delle guerre, delle tasse elevate, delle malattie e dei raccolti scarsi. Le superstizioni trovano eco nel simbolismo e nella magia apotropaica della pittura decorativa fassana. Le facciate delle case, la Stube, la mobilia e gli oggetti d’uso quotidiano vengono decorati con colori brillanti e con una gran quantità di motivi ornamentali.
Una larga fetta della popolazione maschile può migliorare le proprie condizioni di vita grazie al reddito prodotto fuori dalla valle: la decorazione dai colori vivaci incontra un elevato gradimento soprattutto nelle regioni rurali mitteleuropee.
I pittori ambulanti fassani attraversano le vallate dolomitiche e superano i passi alpini in direzione nord. Operano nel Vorarlberg, nel Tirolo, nel Salisburghese e nella Baviera meridionale, così come in Stiria e in Carinzia. Si possono riscontrare loro tracce anche in Svizzera e addirittura in Ungheria. Cartoline postali – non di rado dipinte a mano – testimoniano le mete da loro raggiunte, i contatti e le esperienze di questi pittori.
L’assenza degli uomini costringe le donne fassane ad accollarsi, oltre alla tradizionale cura della casa e della famiglia, anche i lavori agricoli.

Letture consigliate
Pitores a la foresta – Storia dei pittori itineranti della Val di Fassa nel XIX secolo, Francesca Giovanazzi, Istitut Cultural ladin “majon di fascegn” e Museum Ladin Ciastel de Tor, 2004
Pitores e colores – La decorazione nell’arte popolare fassana, a cura di Francesca Giovanazzi, Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn”, 2000

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Collezione

Museum Ladin Ciastel de Tor y Ursus ladinicus

Autore

Museum Ladin Ciastel de Tor

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